SEZIONE II – Disposizioni speciali
Articolo 215 – Specie
Le misure di sicurezza personali si distinguono in detentive e non detentive.
Sono misure di sicurezza detentive:
1) l’assegnazione a una colonia agricola o ad una casa di lavoro (216 – 218 c.p.);
2) il ricovero in una casa di cura e di custodia (219 – 221 c.p.);
3) il ricovero in un ospedale psichiatrico giudiziario (222 c.p.);
4) il ricovero in un riformatorio giudiziario (223 – 227 c.p.).
Sono misure di sicurezza non detentive:
1) la libertà vigilata (228 – 232 c.p.);
2) il divieto di soggiorno in uno o più Comuni, o in una o più Province (233 c.p.);
3) il divieto di frequentare osterie e pubblici spacci di bevande alcooliche (234 c.p.);
4) l’espulsione dello straniero dallo Stato (235 c.p.).
Quando la legge stabilisce una misura di sicurezza senza indicarne la specie, il giudice dispone che si applichi la libertà vigilata, a meno che, trattandosi di un condannato per delitto, ritenga di disporre l’assegnazione di lui a una colonia agricola o ad una casa di lavoro.
Articolo 216 – Assegnazione a una colonia agricola o ad una casa di lavoro
Sono assegnati a una colonia agricola o ad una casa di lavoro:
1) coloro che sono stati dichiarati delinquenti abituali (102, 103 c.p.), professionali (c.p.105 c.p.) o per tendenza (108 c.p.);
2) coloro che, essendo stati dichiarati delinquenti abituali, professionali o per tendenza, e non essendo più sottoposti a misura di sicurezza, commettono un nuovo delitto, non colposo, che sia nuova manifestazione della abitualità, della professionalità o della tendenza a delinquere;
3) le persone condannate o prosciolte, negli altri casi indicati espressamente nella legge (212, 223, 226, 231 c.p.).
Articolo 217 – Durata minima
L’assegnazione a una colonia agricola o ad una casa di lavoro ha la durata minima di un anno. Per i delinquenti abituali (102, 103 c.p.), la durata minima è di due anni, per i delinquenti professionali (105 c.p.) di tre anni, ed è di quattro anni per i delinquenti per tendenza (108 c.p.).
Articolo 218 – Esecuzione
Nelle colonie agricole e nelle case di lavoro i delinquenti abituali (102, 103 c.p.) o professionali (105 c.p.) e quelli per tendenza (108 c.p.) sono assegnati a sezioni speciali.
Il giudice stabilisce se la misura di sicurezza debba essere eseguita in una colonia agricola, ovvero in una casa di lavoro, tenuto conto delle condizioni e attitudini della persona a cui il provvedimento si riferisce. Il provvedimento può essere modificato nel corso della esecuzione (679 c.p.p.).
Articolo 219 – Assegnazione a una casa di cura e di custodia
Il condannato, per delitto non colposo, a una pena diminuita per cagione di infermità psichica (89 c.p.) o di cronica intossicazione da alcool o da sostanze stupefacenti (95 c.p.), ovvero per cagione di sordità (96 c.p.), è ricoverato in una casa di cura e di custodia per un tempo non inferiore a un anno, quando la pena stabilita dalla legge non è inferiore nel minimo a cinque anni di reclusione. (#18)
Se per il delitto commesso è stabilita dalla legge [la pena di morte o] la pena dell’ergastolo, ovvero la reclusione non inferiore nel minimo a dieci anni, la misura di sicurezza è ordinata per un tempo non inferiore a tre anni.
Se si tratta di un altro reato, per il quale la legge stabilisce la pena detentiva, e risulta che il condannato è persona socialmente pericolosa (203 c.p.), il ricovero in una casa di cura e di custodia è ordinato per un tempo non inferiore a sei mesi; tuttavia il giudice può sostituire alla misura del ricovero quella della libertà vigilata (228 c.p.). Tale sostituzione non ha luogo, qualora si tratti di condannati a pena diminuita per intossicazione cronica da alcool o da sostanze stupefacenti. (#19)
Quando deve essere ordinato il ricovero in una casa di cura e di custodia, non si applica altra misura di sicurezza detentiva.
#18 – Il primo comma dell’articolo 219 è stato dichiarato costituzionalmente illegittimo, per violazione dell’articolo 3 della Costituzione, nella parte in cui non subordina il provvedimento di ricovero in una casa di cura e di custodia dell’imputato condannato per delitto non colposo ad una pena diminuita per cagione di infermità psichica al previo accertamento da parte del giudice della persistente pericolosità sociale derivante dalla infermità medesima al tempo dell’applicazione della misura di sicurezza (Corte costituzionale 83/249).
In applicazione dell’articolo 27 l. 11 marzo 1953, n. 87, va dichiarata la conseguenziale illegittimità del secondo comma dell’articolo 219, nella parte in cui non subordina il provvedimento di ricovero in una casa di cura e custodia dell’imputato condannato ad una pena diminuita per cagione di infermità psichica per un delitto per il quale è stabilita dalla legge la pena dell’ergastolo o della reclusione non inferiore nel minimo a dieci anni, al previo accertamento da parte del giudice della persistente pericolosità sociale derivante dalla infermità medesima, al tempo dell’applicazione della misura di sicurezza (Corte costituzionale 83/249).
#19 – Il terzo comma dell’articolo 219 è stato dichiarato costituzionalmente illegittimo, per violazione dell’articolo 3 della Costituzione, nella parte in cui, per i casi ivi previsti, subordina il provvedimento di ricovero in una casa di cura e custodia al previo accertamento della pericolosità sociale, derivante dalla seminfermità di mente, soltanto nel momento in cui la misura di sicurezza viene disposta e non anche nel momento della sua esecuzione (Corte costituzionale 88/1102).
Articolo 220 – Esecuzione dell’ordine di ricovero
L’ordine di ricovero del condannato nella casa di cura e di custodia è eseguito dopo che la pena restrittiva della libertà personale sia stata scontata o sia altrimenti estinta.
Il giudice, nondimeno, tenuto conto delle particolari condizioni d’infermità psichica del condannato, può disporre che il ricovero venga eseguito prima che sia iniziata o abbia termine la esecuzione della pena restrittiva della libertà personale.
Il provvedimento è revocato quando siano venute meno le ragioni che lo determinarono, ma non prima che sia decorso il termine minimo stabilito nell’articolo precedente.
Il condannato, dimesso dalla casa di cura e di custodia, è sottoposto all’esecuzione della pena.
Articolo 221 – Ubriachi abituali
Quando non debba essere ordinata altra misura di sicurezza detentiva (215 numero 2 c.p.), i condannati alla reclusione per delitti commessi in stato di ubriachezza, qualora questa sia abituale (94 c.p.), o per delitti commessi sotto l’azione di sostanze stupefacenti all’uso delle quali siano dediti, sono ricoverati in una casa di cura e di custodia.
Tuttavia, se si tratta di delitti per i quali sia stata inflitta la reclusione per un tempo inferiore a tre anni, al ricovero in una casa di cura e di custodia può essere sostituita la libertà vigilata (228 c.p.).
Il ricovero ha luogo in sezioni speciali, e ha la durata minima di sei mesi.
Articolo 222 – Ricovero in un ospedale psichiatrico giudiziario (#20)
Nel caso di proscioglimento per infermità psichica (88 c.p.), ovvero per intossicazione cronica da alcool o da sostanze stupefacenti (95 c.p.), ovvero per sordità (96 c.p.), è sempre ordinato il ricovero dell’imputato in un ospedale psichiatrico giudiziario per un tempo non inferiore a due anni; salvo che si tratti di contravvenzioni o di delitti colposi o di altri delitti per i quali la legge stabilisce la pena pecuniaria o la reclusione per un tempo non superiore nel massimo a due anni, nei quali casi la sentenza di proscioglimento è comunicata all’Autorità di pubblica sicurezza. (#21)
La durata minima del ricovero nell’ospedale psichiatrico giudiziario è di dieci anni, se per il fatto commesso la legge stabilisce [la pena di morte o] l’ergastolo, ovvero di cinque, se per il fatto commesso la legge stabilisce la pena della reclusione per un tempo non inferiore nel minimo a dieci anni.
Nel caso in cui la persona ricoverata in un ospedale psichiatrico giudiziario debba scontare una pena restrittiva della libertà personale, l’esecuzione di questa è differita fino a che perduri il ricovero nell’ospedale psichiatrico.
Le disposizioni di questo articolo si applicano anche ai minori degli anni quattordici o maggiori dei quattordici e minori dei diciotto, prosciolti per ragione di età, quando abbiano commesso un fatto preveduto dalla legge come reato, trovandosi in alcuna delle condizioni indicate nella prima parte dell’articolo stesso. (#22)
#20 – L’articolo 222 è stato dichiarato costituzionalmente illegittimo nella parte in cui non consente al giudice, nei casi ivi previsti, di adottare, in luogo del ricovero in ospedale psichiatrico giudiziario, una diversa misura di sicurezza, prevista dalla legge, idonea ad assicurare adeguate cure dell’infermo di mente e a far fronte alla sua pericolosità sociale (Corte costituzionale 03/253).
#21 – Il primo comma dell’articolo 222 è stato dichiarato costituzionalmente illegittimo nella parte in cui non subordina il provvedimento di ricovero in ospedale psichiatrico giudiziario dell’imputato prosciolto per infermità psichica al previo accertamento da parte del giudice della cognizione o della esecuzione della persistente pericolosità sociale derivante dalla infermità medesima al tempo dell’applicazione della misura (Corte costituzionale 82/139).
#22 – Il primo, il secondo ed il quarto comma dell’articolo 222 sono stati dichiarati Costituzionalmente illegittimi nella parte in cui prevedono, anche per i minori, l’applicazione della misura di sicurezza del ricovero in ospedale psichiatrico giudiziario a seguito di sentenza di proscioglimento (Corte costituzionale 98/324).
Articolo 223 – Ricovero dei minori in un riformatorio giudiziario
Il ricovero in un riformatorio giudiziario è misura di sicurezza speciale per i minori, e non può avere durata inferiore a un anno.
Qualora tale misura di sicurezza debba essere, in tutto o in parte, applicata o eseguita dopo che il minore abbia compiuto gli anni ventuno, ad essa è sostituita la libertà vigilata (228 c.p.), salvo che il giudice ritenga di ordinare l’assegnazione a una colonia agricola, o ad una casa di lavoro (216 c.p.).
Articolo 224 – Minore non imputabile
Qualora il fatto commesso da un minore degli anni quattordici sia preveduto dalla legge come delitto, ed egli sia pericoloso (203 c.p.), il giudice, tenuto specialmente conto della gravità del fatto e delle condizioni morali della famiglia in cui il minore è vissuto ordina che questi sia ricoverato nel riformatorio giudiziario o posto in libertà vigilata (228 c.p.).
Se, per il delitto, la legge stabilisce (la pena di morte o) l’ergastolo, o la reclusione non inferiore nel minimo a tre anni, e non si tratta di delitto colposo, è sempre ordinato il ricovero del minore nel riformatorio per un tempo non inferiore a tre anni. (#23)
Le disposizioni precedenti si applicano anche al minore che, nel momento in cui ha commesso il fatto preveduto dalla legge come delitto, aveva compiuto gli anni quattordici, ma non ancora i diciotto, se egli sia riconosciuto non imputabile, a norma dell’articolo 98.
#23 – Il secondo comma dell’articolo 224 è stato dichiarato costituzionalmente illegittimo nella parte in cui rende obbligatorio ed automatico, per i minori degli anni quattordici, il ricovero, per almeno tre anni, in riformatorio giudiziario (Corte costituzionale 71/1)
Articolo 225 – Minore imputabile
Quando il minore che ha compiuto gli anni quattordici, ma non ancora i diciotto, sia riconosciuto imputabile (98 c.p.), il giudice può ordinare che, dopo l’esecuzione della pena, egli sia ricoverato in un riformatorio giudiziario o posto in libertà vigilata (228, 232 c.p.), tenuto conto delle circostanze indicate nella prima parte dell’articolo precedente.
E’ sempre applicata una delle predette misure di sicurezza al minore che sia condannato per delitto durante la esecuzione di una misura di sicurezza, a lui precedentemente applicata per difetto d’imputabilità.
Articolo 226 – Minore delinquente abituale, professionale o per tendenza
Il ricovero in un riformatorio giudiziario è sempre ordinato per il minore degli anni diciotto, che sia delinquente abituale (102, 103 c.p.) o professionale (105 c.p.), ovvero delinquente per tendenza (108 c.p.); e non può avere durata inferiore a tre anni. Quando egli ha compiuto gli anni ventuno, il giudice ne ordina l’assegnazione a una colonia agricola o ad una casa di lavoro (216 c.p.).
La legge determina gli altri casi nei quali deve essere ordinato il ricovero del minore in un riformatorio giudiziario (212 c.p.).
Articolo 227 – Riformatori speciali
Quando la legge stabilisce che il ricovero in un riformatorio giudiziario sia ordinato senza che occorra accertare che il minore è socialmente pericoloso, questi è assegnato ad uno stabilimento speciale o ad una sezione speciale degli stabilimenti ordinari.
Può altresì essere assegnato ad uno stabilimento speciale o ad una sezione speciale degli stabilimenti ordinari il minore che, durante il ricovero nello stabilimento ordinario, si sia rivelato particolarmente pericoloso.
Articolo 228 – Libertà vigilata
La sorveglianza della persona in stato di libertà vigilata (679 c.p.p.) è affidata all’Autorità di pubblica sicurezza.
Alla persona in stato di libertà vigilata sono imposte dal giudice prescrizioni idonee ad evitare le occasioni di nuovi reati (190 disp. att. c.p.p.).
Tali prescrizioni possono essere dal giudice successivamente modificate o limitate.
La sorveglianza deve essere esercitata in modo da agevolare, mediante il lavoro, il riadattamento della persona alla vita sociale.
La libertà vigilata non può avere durata inferiore a un anno.
Per la vigilanza sui minori si osservano le disposizioni precedenti, in quanto non provvedano leggi speciali.
Articolo 229 – Casi nei quali può essere ordinata la libertà vigilata
Oltre quanto è prescritto da speciali disposizioni (212 comma 3, 215 comma 3, 219 comma 3, 221 comma 2, 224, 225, 230 comma 2, 233 comma 3, 234 comma 3, 692 comma 2, 701, 713, 718 comma 2 c.p.), la libertà vigilata può essere ordinata:
1) nel caso di condanna alla reclusione per un tempo superiore a un anno;
2) nei casi in cui questo codice autorizza una misura di sicurezza per un fatto non preveduto dalla legge come reato (49, 115 c.p.).
Articolo 230 – Casi nei quali deve essere ordinata la libertà vigilata
La libertà vigilata è sempre ordinata:
1) se è inflitta la pena della reclusione per non meno di dieci anni: e non può, in tal caso, avere durata inferiore a tre anni;
2) quando il condannato è ammesso alla liberazione condizionale (176 c.p.);
3) se il contravventore abituale (104 c.p.) o professionale (105 c.p.), non essendo più sottoposto a misure di sicurezza, commette un nuovo reato, il quale sia nuova manifestazione di abitualità o professionalità;
4) negli altri casi determinati dalla legge.
Nel caso in cui sia stata disposta l’assegnazione a una colonia agricola o ad una casa di lavoro (216 c.p.), il giudice, al termine dell’assegnazione, può ordinare che la persona da dimettere sia posta in libertà vigilata, ovvero può obbligarla a cauzione di buona condotta (237 c.p.).
Articolo 231 – Trasgressione degli obblighi imposti
Fuori del caso preveduto dalla prima parte dell’articolo 177, quando la persona in stato di libertà vigilata trasgredisce agli obblighi imposti, il giudice può aggiungere alla libertà vigilata la cauzione di buona condotta (237 c.p.).
Avuto riguardo alla particolare gravità della trasgressione o al ripetersi della medesima, ovvero qualora il trasgressore non presti la cauzione, il giudice può sostituire alla libertà vigilata l’assegnazione a una colonia agricola o ad una casa di lavoro (216 c.p.), ovvero, se si tratta di un minore, il ricovero in un riformatorio giudiziario (223 c.p.).
Articolo 232 – Minori o infermi di mente in stato di libertà vigilata
La persona di età minore o in stato di infermità psichica non può essere posta in libertà vigilata, se non quando sia possibile affidarla ai genitori, o a coloro che abbiano obbligo di provvedere alla sua educazione o assistenza, ovvero a istituti di assistenza sociale.
Qualora tale affidamento non sia possibile o non sia ritenuto opportuno, è ordinato o mantenuto, secondo i casi, il ricovero nel riformatorio (223 c.p.), o nella casa di cura e di custodia (219 c.p.).
Se, durante la libertà vigilata, il minore non dà prova di ravvedimento o la persona in stato d’infermità psichica si rivela di nuovo pericolosa, alla libertà vigilata è sostituito, rispettivamente, il ricovero in un riformatorio o il ricovero in una casa di cura e di custodia.
Articolo 233 – Divieto di soggiorno in uno o più Comuni o in una o più Province
Al colpevole di un delitto contro la personalità dello Stato (241-313 c.p.) o contro l’ordine pubblico (414-421 c.p.), ovvero di un delitto commesso per motivi politici (83 c.p.) o occasionato da particolari condizioni sociali o morali esistenti in un determinato luogo, può essere imposto il divieto di soggiorno in uno o più Comuni o in una o più Province, designati dal giudice (533, 679 c.p.p.; 191 disp. att. c.p.p.).
Il divieto di soggiorno ha una durata non inferiore a un anno.
Nel caso di trasgressione, ricomincia a decorrere il termine minimo, e può essere ordinata inoltre la libertà vigilata (228 c.p.).
Articolo 234 – Divieto di frequentare osterie e pubblici spacci di bevande alcooliche
Il divieto di frequentare osterie e pubblici spacci di bevande alcooliche ha la durata minima di un anno.
Il divieto è sempre aggiunto alla pena, quando si tratta di condannati per ubriachezza abituale (94, 688 c.p.) o per reati commessi in stato di ubriachezza, sempre che questa sia abituale.
Nel caso di trasgressione, può essere ordinata inoltre la libertà vigilata (228 segg. c.p.) o la prestazione di una cauzione di buona condotta (237 c.p.).
Articolo 235 – Espulsione od allontanamento dello straniero dallo Stato
Il giudice ordina l’espulsione dello straniero ovvero l’allontanamento dal territorio dello Stato del cittadino appartenente ad uno Stato membro dell’Unione europea, oltre che nei casi espressamente preveduti dalla legge, quando lo straniero o il cittadino appartenente ad uno Stato membro dell’Unione europea sia condannato alla reclusione per un tempo superiore ai due anni.
Il trasgressore dell’ordine di espulsione od allontanamento pronunciato dal giudice è punito con la reclusione da uno a quattro anni. In tal caso è obbligatorio l’arresto dell’autore del fatto, anche fuori dai casi di flagranza, e si procede con rito direttissimo.